15 Aprile 2026, di Barbara Weisz – PMI.it
Il Governo studia nuovi incentivi mentre il settore automotive italiano chiede regole stabili e una strategia di lungo periodo al posto dei bonus a intermittenza. Il segnale è arrivato dal convegno Federauto, durante il quale il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha rilanciato le proprie intenzioni. I MIMIT ha però precisato che non ci sarà alcun incentivo per l’acquisto di auto private: la platea sarà limitata ai veicoli commerciali leggeri, con le misure già preannunciate al Tavolo Automotive del 30 gennaio.
Immatricolazioni in recupero ma la crisi strutturale resta
Il 2025 si è chiuso con un calo del 2,1% delle immatricolazioni, ferme a 1,5 milioni di unità, proseguendo la crisi strutturale del settore automotive che perdura da anni, dovuta a profonde trasformazioni del mercato e alla concorrenza internazionale, soprattutto cinese.
Sul fronte della produzione il quadro è ancora più critico: secondo i dati ANFIA su elaborazioni ISTAT, nel 2025 l’indice della produzione industriale del comparto ha registrato un calo del 10,3%, con la fabbricazione di autoveicoli a -15,3%. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto in collegamento al convegno, ha quantificato la contrazione complessiva in un -20% in sei anni, sottolineando che il calo penalizza non solo l’industria ma anche il gettito IVA e le imposte collegate.
Nel primo trimestre 2026 sono emersi segnali di inversione: UNRAE stima una crescita del 9,2% sull’intero trimestre, confermata dai dati mensili — +6,2% a gennaio, +14% a febbraio, +7,6% a marzo, con le ibride che in quest’ultimo mese hanno superato per la prima volta il 50% del mercato. Giorgetti ha però avvertito che anche l’automotive deve ora misurarsi con gli effetti della crisi energetica legata al conflitto iraniano, che rischia di frenare la fase espansiva appena avviata. I livelli pre-pandemia restano lontani, con un divario ancora del 10%.
Incentivi in arrivo per i veicoli commerciali
Il ministro Adolfo Urso (assente fisicamente all’evento ma presente con un messaggio scritto letto dagli organizzatori) ha confermato che il Governo intende introdurre misure «per stimolare la domanda», con incentivi «mirati per i veicoli commerciali e alcune categorie specifiche, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato». Secondo le stime, produrranno effetti sulle immatricolazioni a partire dall’ultimo quadrimestre del 2026.
Il Ministero ha chiarito che le misure si inseriscono nel solco di quanto già discusso al Tavolo Automotive, escludendo esplicitamente qualsiasi forma di incentivo all’acquisto di auto private. I dettagli restano comunque da definire: non sono noti né i fondi disponibili né le tempistiche di attivazione. La disponibilità di risorse dovrà tenere conto anche del taglio delle accise sui carburanti in vigore fino al 1° maggio 2026.
Le richieste Federauto: fiscalità stabile e neutralità tecnologica
Dal versante delle associazioni di categoria, Federauto non chiede soltanto incentivi ma anche una revisione strutturale del settore, con una fiscalità equa e stabile. Bocciati i bonus episodici, che secondo la Federazione contribuiscono solo a creare distorsioni di mercato, generando picchi di domanda artificiali seguiti da cali altrettanto bruschi.
Sul fronte tecnologico, Federauto si allinea alla visione del Governo italiano sostenendo la neutralità tecnologica come principio guida, in contrapposizione a un approccio che penalizza le motorizzazioni tradizionali a vantaggio esclusivo dell’elettrico. Una posizione allineata a quella del Governo, che spinge per un cambio di rotta nelle politiche europee oltre la revisione dei criteri sulle emissioni, con apertura a biocarburanti e carburanti sintetici. Le proposte della Federazione includono anche una ridefinizione dei rapporti tra costruttori e concessionari e investimenti sulle nuove competenze necessarie per sostenere la transizione del settore.
